Fes (Fez) – Marocco

Giungemmo a Fes, la più antica capitale imperiale del Marocco, dopo un breve soggiorno nella vicina Meknes.

Medersa Bou Inania, interno (Fes, Marocco)

Medersa Bou Inania, interno (Fes, Marocco)

Trovammo un clima insolitamente mite rispetto al caldo insopportabile della pianura ondulata ove sorge Volubilis, il sito archeologico romano che avevamo visitato la mattina stessa del nostro arrivo. A Fes il sole, specie nelle prime ore della giornata, era nascosto dal cielo nuvoloso e la temperatura era mitigata da una inconsueta e leggera pioggerellina che, più volte nell’arco della giornata, cadeva per pochi minuti. In un periodo di siccità che durava ormai da molti anni fu quella l’unica volta che incontrammo la pioggia durante il nostro viaggio. Fes ci colpì soprattutto per la sua immensa medina. Nettamente più grande rispetto quella di Rabat, che non regge decisamente alcun confronto, e assai più vivace anche rispetto quella di Meknes: la vecchia Fes è un labirinto di strade in cui è veramente complicato destreggiarsi anche solo trovare i punti di riferimento principali. Lungo le migliaia di viette (se ne contano oltre novemila) è un susseguirsi di antichi palazzi, di mederse, di moschee semi nascoste, di souq. Il contesto era talmente caotico che decidemmo di affidarci ad una delle numerose guide lì presenti che ci condusse per varie ore alla scoperta delle cose più particolari.

cortile interno della Medersa Bou Inania (Fes, Marocco)

cortile interno della Medersa Bou Inania (Fes, Marocco)

Numerosi portoni in legno scuro di antichi palazzi, alcuni dei veri e propri tesori architettonici, celavano al loro interno eleganti abitazioni storiche adibite a ristoranti, a laboratori di tessitura, a negozi di tappeti oppure a concerie. Proprio una di queste ultime, a nostro avviso, fu una della cose più interessanti della nostra visita. Entrammo da una piccola porta di legno, del tutto anonima, lungo una delle strette vie della medina. Fu appena oltrepassato l’ingresso che avvertimmo l’ondata dello sgradevolissimo e pungente odore di concia. All’interno di un cortile, delimitato da altre abitazioni, vi erano numerose vasche con tinture di vari colori. Alcuni uomini, immersi fino al bacino, premevano le grandi pelli sul fondo delle vasche. In altre vasche, completamente bianche, le pelli venivano trattate nella calce. Sulla parte più alta dei modesti edifici che circondavano il cortile venivano raccolte e ammassate grandi quantità di guano, impiegato anch’esso nel procedimento di concia. Affacciandosi dal piccolo terrazzo del negozio si poteva ammirare tutta la scena da una posizione un po’ elevata.

Palazzo Reale, facciata (Fes, Marocco)

Palazzo Reale, facciata (Fes, Marocco)

Purtroppo il cielo grigio rendeva cupi i vivaci colori delle vasche che diversamente, se ci fosse stato il sole splendente, sarebbero stati senz’altro scintillanti. Visitammo il negozietto che vendeva i manufatti in pelle: cinture, babbucce, fodere per cuscini. Tutto però odorava ancora sgradevolmente di pelle appena lavorata. Continuammo il giro della medina visitando laboratori di tappeti tessuti utilizzando sapientemente della seta che donava bei riflessi, il souq e la medersa di Bou Inania. Splendidamente decorata con piastrelle lucenti, stucchi e legno finemente intarsiato in questa medersa, come in altre, si respira una atmosfera tranquilla e solenne. Al centro del cortile interno una piccola vasca in pietra liscia spezza la perfetta simmetria della porta incredibilmente decorata da cui si accede ai locali interni. E alla fine del giro, dopo aver visitato altri edifici religiosi e il Museo del Legno, giungemmo su un grande piazzale con la pavimentazione in marmo. Lì ammirammo la splendida facciata del Palazzo Reale, con le sue tre porte color oro e le complicate decorazioni geometriche sullo sfondo verde smeraldo.

Fu allora che il sole, per un attimo, sbucò fuori dalle nuvole grigie e tutto all’improvviso divenne splendente.

Links utili:

Unesco World Heritage – Scheda di Fes (Fez)

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