Capo di Buona Speranza – Sud Africa

(foto: Capetown, Waterfront)

Lasciammo il Waterfront di Capetown di primo mattino.

colonia di pinguini (Simon's Town, Sud Africa)

colonia di pinguini (Simon’s Town, Sud Africa)

Il sole illuminava già lo specchio d’acqua circondato dagli edifici di epoca vittoriana e i piccoli moli dove erano attraccate diverse imbarcazioni colorate. Più a sud il profilo della Table Mountain, parzialmente avvolta nella foschia, incombeva sulla costa atlantica. Quel giorno dovevamo raggiungere l’estremità meridionale della penisola, il Capo di Buona Speranza, il leggendario promontorio teatro di avventurose esplorazioni fin dai tempi di Bartolomeo Diaz e di Vasco da Gama, alla fine del 1400.

Diaz Beach (Capo di Buona Speranza, Sud Africa)

Diaz Beach (Capo di Buona Speranza, Sud Africa)

Usciti da Cape Town proseguimmo sulla bella strada costiera attraversando i piccoli paesini che si affacciano sulle spiagge battute dalle acque oceaniche. Il traffico era sostenuto, soprattutto a causa dei molti furgoni e camion che avanzavano piuttosto lenti. Dopo circa un’ora raggiungemmo la cittadina di Simon’s Town, appena dopo aver incrociato un curioso segnale stradale che avvisava del possibile pericolo dovuto all’attraversamento di pinguini. E in effetti, sulla piccola spiaggia di sabbia chiara bagnata dalle fredde acque atlantiche, una numerosa colonia di pinguini stava oziando placidamente. Scendendo dall’autovettura per osservarli da vicino, fummo investiti da una corrente di vento decisamente freddo che ci fece rammentare che eravamo nel pieno inverno australe.

Cape Point (Capo di Buona Speranza, Sud Africa)

Cape Point (Capo di Buona Speranza, Sud Africa)

Arrivammo a destinazione verso la fine della mattinata. L’accesso al promontorio era al termine di una lunga strada che attraversava un’area rocciosa con una rigogliosa vegetazione di arbusti. L’aria carica di umidità che proveniva dal mare, la foschia e uno struzzo solitario che scorgemmo all’orizzonte faceva sembrare tutta la zona una fredda landa desolata. Ma bastò completare il breve tragitto a piedi verso la scogliera ed ecco che un panorama eccezionale si aprì davanti ai nostri occhi. Il faro di Cape Point, più basso rispetto alla nostra visuale, era arroccato sopra una aspra scogliera che degradava verso le onde dell’oceano impetuose. Poco più a sud un secondo faro, raggiungibile a piedi dopo una breve salita, dominava un altro promontorio sferzato dal vento gelido.

faro (Capo di Buona Speranza, Sud Africa)

faro (Capo di Buona Speranza, Sud Africa)

Sotto un cielo azzurro, in parte velato da nuvole stratiformi, il mare blu scuro con mille increspature bianche apparì in tutta la sua maestosità: queste profonde e freddissime acque, che si infrangono sugli scogli appuntiti con molto fragore, sono il naturale habitat di foche, pinguini e gigantesche balene, le cui immense code riuscimmo ad intravedere da lontano. La rocca cade a strapiombo sopra la piccola spiaggia di Diaz, deserta e lambita da acque appena un po’ meno mosse. Al Capo di Buona Speranza restammo fino al primo pomeriggio, quando molte nuvole cariche di pioggia coprirono il tiepido sole. Rientrammo a Cape Town sotto un intenso diluvio che durò per i giorni a seguire. La Table Mountain era diventata quasi invisibile a causa della spessa foschia. Ci riscaldammo cenando in un ristorante del Waterfront, osservando il crepuscolo che un po’ alla volta calò sulla baia.

I moli erano illuminati da tante flebili luci, quasi fossero migliaia di candele. E a lume di candela ci venne servita una straordinaria cenetta a base di bistecche di facocero.

Links utili:

Unesco World Heritage – Scheda della Cape Floral Region Protected Areas

Cape Point Official Web Site

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