Il quartiere Thamel – viaggo in Nepal

3 novembre 2013.

Thamel è il quartiere più turistico di Kathmandu. Qui la vita scorre caotica. Un fiume di gente cammina lungo le strette vie mescolandosi letteralmente alle numerose motociclette, alle macchine e ai risciò. Ai lati delle strade i negozietti espongono le loro merci e si susseguono numerosi ristoranti, alberghetti e guesthouse, locali notturni e lavanderie.

insegne commerciali di Thamel (Kathmandu, Nepal)

insegne commerciali di Thamel (Kathmandu, Nepal)

A Thamel non ci sono monumenti (qui non è Durbar Square) ma c’è molta vita e si incrociano persone di tutti i tipi. Alzando lo sguardo si vedono le incredibili ragnatele di fili elettrici tesi da un lato all’altro della strada, avvinghiati come edera alle insegne luminose degli edifici. Ci sono ambulanti che vendono piccoli strumenti ad arco, braccialetti, flauti, campane tibetane di scarsa qualità… All’inizio sembrano siano veramente numerosi, poi ci si accorge che si tratta sempre dei medesimi venditori che camminano su e giù lungo la strada che conduce fino a Thahiti Tole.

Ci sono numerosi bambini: di giorno giocano tra i vicoli sterrati o si rincorrono in mezzo alla strada rischiando di essere investiti dalle motociclette. Un bambino piccolo attraversa la via senza guardare, la signora che guida lo scooter frena di colpo scivolando sul bagnato e cade rovinosamente a terra. Il bambino scappa spaventato, soprattutto per paura di essere sgridato, mentre alcuni passanti soccorrono la signora che si rimette in sella alla piccola moto, un po’ ammaccata, e se ne va. Questa volta nessuno si è fatto male.

Thamel di giorno (Kathmandu, Nepal)

Thamel di giorno (Kathmandu, Nepal)

Le merci dei negozi sono un po’ sempre le stesse: abbigliamento tradizionale, tessuti, sciarpe coloratissime, borse di tutti tipi, campane tibetane, incensi, magliette… A Thamel le macchine per cucire sono sempre in funzione dalla mattina fino a sera inoltrata. Nei piccoli stanzini privi di porta e finestre dove lavorano i ricamatori, si può scegliere la maglietta del colore e della taglia desiderata e farci ricamare uno dei numerosi decori (animali, motivi geometrici, scritte) che viene realizzato quasi al momento. Ci sono tantissime lavanderie con tariffe di 50 rupie per chilo di biancheria, meno di 50 centesimi di euro: ho portato un grande sacco pieno di indumenti ed il gestore lo ha sollevato, senza neanche controllare cosa ci fosse dentro, chiedendomi solo 1 euro per tutto. Lungo tutta la strada, dai vari negozi che vendono cd, riecheggia incessante una famosa versione musicata del mantra “Ohm mane padme uhm”.

riscio per le vie di Thamel (Kathmandu, Nepal)

riscio per le vie di Thamel (Kathmandu, Nepal)

Alcuni esercizi “commerciali” sono più curiosi di altri. I negozi dei barbieri per esempio sono spogli e strettissimi, appena più larghi della poltroncina dove ci si siede per il taglio. Passeggiando per il quartiere mi fermano spesso per chiedermi se voglio radermi. Capisco che il mio aspetto comincia a essere un po’ trasandato… In effetti ė circa una settimana che non mi faccio la barba e anche i miei vestiti non sono puliti.

In altri piccoli locali, quasi senza luce, si vendono cellulari e SIM per telefonare. Sembra incredibile che in un luogo dove i blackout out sono continui e durano varie ore al giorno ci siano collegamenti internet wifi ovunque.

murales nel quartiere Thamel (Kathmandu, Nepal)

murales nel quartiere Thamel (Kathmandu, Nepal)

Molti negozi sono gestiti da donne che, almeno a Kathmandu, sembrano emancipate. Qui numerose ragazze e signore guidano scooter con molta abilità, tenuto conto del traffico infernale: sfrecciano a pochi centimetri dai negozi, dai pedoni e dai numerosi cani che sonnecchiano ai lati della strada, spesso trasportando un passeggero (un figlio, un’amica…). Ad ogni incrocio principale c’è un poliziotto che dirige il traffico. Noto che molti di loro sono donne e che quasi tutti, per proteggersi dallo smog, indossano una mascherina nera che copre naso e bocca. Anche io sto indossando la mia mascherina comprata su una bancarella vicino a Bodhnath quando, negli immediati giorni dopo il mio arrivo, la gola cominciava a bruciarmi.

La sera arriva presto e le vie si illuminano con insegne coloratissime. Nei giorni di festa i negozi sono decorati con molte più luci e con ghirlande di fiori di color arancione. La gente si riversa nelle strade in cortei che avanzano al ritmo di tamburi. Ma tutto può essere effimero perché i blackout out sono improvvisi e lasciano il quartiere quasi completamente al buio.

Entro nel consueto ristorante con la sua bella sala, al primo piano, che si affaccia sulla via principale. Mi fermo ad osservare il via vai incessante della gente, delle motociclette e dei taxi che suonano il clacson di continuo.

È arrivato il mio piatto: riso e pollo con una salsa così piccante che mi fa lacrimare… Fortuna che c’è la solita grande bottiglia di birra Everest ghiacciata sul tavolo.

Link utili:

Unesco World Heritage – Scheda della Valle di Kathmandu

 

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