Le Kef, Bulla Regia e Dougga – viaggio in Tunisia 3/7

Da Hammamet lasciammo la costa alla volta di Le Kef, l’affascinante cittadina che si trova sul fianco del monte Dyr el Kef a quasi mille metri di altezza e a poche decine di chilometri dall’Algeria. L’entroterra della Tunisia, nella sua parte settentrionale, è una regione caratterizzata da vaste coltivazioni di cereali, aree collinose talvolta aspre talvolta molto rigogliose, estesi uliveti e piccoli paesini di campagna annunciati, con molto anticipo, dai minareti delle moschee che, bianchi, svettano dal lontano orizzonte. In quest’area si trovano anche numerosi siti archeologici di epoca romana. E proprio per visitare Dougga e Bulla Regia, a mio avviso i due siti di gran lunga più interessanti, decidemmo di allungare la tappa e di raggiungere Le Kef solo nel tardo pomeriggio.

Casa della Caccia di Bulla Regia (Tunisia)

Casa della Caccia di Bulla Regia (Tunisia)

Giungemmo a Bulla Regia senza alcun problema. Appena lasciata la zona costiera, il traffico divenne quasi inesistente e viaggiammo rapidamente lungo strade in buone condizioni. Bulla Regia sorprende: è un sito archeologico relativamente poco frequentato, fuori dai maggiori circuiti turistici, ma che ha delle peculiarità uniche. A prima vista sembrano esserci unicamente i resti, un po’ anonimi e poco spettacolari, di un’antica città. Tuttavia basta addentrarsi appena un poco ed ecco che si possono scorgere le vestigia ben conservate di sontuose dimore su più piani, il più alto dei quali si trova a livello del terreno. Le antiche abitazioni sono infatti scavate nel sottosuolo, alcune sono completamente sotterranee, e molte di esse presentano numerose colonne intatte tutte raccolte attorno al peristilio da dove penetra la luce del sole: questa era la tecnica costruttiva degli abitanti del II secolo a.C. per ripararsi dalla soffocante calura estiva che caratterizza tutta la regione.

mosaico romano a Bulla Regia (Tunisia)

mosaico romano a Bulla Regia (Tunisia)

Arrivati all’ingresso fummo subito accolti da una delle anziane guide ufficiali che, per una cifra molto ragionevole, ci condusse per un lungo giro alla scoperta delle architetture più interessanti. Percorremmo la strada lungo i resti delle antiche terme e delle basiliche dove si trovano alcuni mosaici ottimamente conservati. La nostra guida aveva in mano una bottiglia d’acqua che versava sui vari mosaici per ravvivarne i colori e questi, come per incanto, riprendevano gran parte dell’antico splendore. Dopo un breve tratto raggiungemmo la parte settentrionale del sito dove si trovano le dimore sotterranee più lussuose. Dei ripidi gradini ci portarono alla Casa della Caccia, forse l’edificio più importante, che colpisce per la vastità degli spazi e per le numerose colonne in stile corinzio ancora integre che, illuminate dalla tenue luce proveniente dall’alto, disegnano bellissimi chiaroscuri sul pavimento e sulle pareti.

il teatro romano di Dougga (Tunisia)

il teatro romano di Dougga (Tunisia)

Terminata la visita ripartimmo in direzione sud alla volta di Dougga, un’antica città in origine numide poi romanizzata (tant’è che raggiunse il suo massimo splendore intorno al II-IV secolo d.C.), circondata dalle fertili pianure coltivate a cereali.  Il sito è molto grande e ben conservato. La visita, sotto il sole di mezzogiorno, durò circa tre ore. Camminammo, in un continuo saliscendi, lungo le tracce delle antiche strade romane alla scoperta di decine di templi, dei resti delle terme e dello spettacolare teatro incastonato sul lato della collina. Dalle gradinate più alte si ammira il proscenio con le sue colonne e, tutto intorno, il panorama della campagna. Raggiungemmo infine l’imponente Campidoglio  collocato su una piccola collinetta che domina la città.

Come programmato arrivammo a Le Kef a metà pomeriggio. La città si presentò a noi dopo aver percorso una strada in salita immersa nel verde, al termine della quale si trovava una piazza letteralmente invasa da una densa nube di polvere sollevata da una piccola tromba d’aria di passaggio. Il cielo si era infatti fatto plumbeo e un fortissimo vento spirava dalla vallata. Decidemmo di raggiungere il nostro modesto alberghetto appena fuori dalla cittadina: vi avremmo fatto ritorno non appena fosse tornato il consueto sereno. E così avvenne poco dopo.

sulla kasba di Le Kef (Tunisia)

sulla kasba di Le Kef (Tunisia)

A Le Kef raggiungemmo a piedi la meravigliosa zaouia1 di Sidi bou Makhlouf. L’immagine delle sue cupole candide e del minareto ottagonale, luccicante alla luce del pomeriggio, che si stagliava dallo sfondo della vallata verdeggiante, valeva da sola il senso di tutta la visita. Raggiungemmo quindi la kasba, la grande fortezza turca che domina la città dalla quale, passeggiando lungo gli spalti, ammirammo bei panorami sulla zaouia, sul resto della città e sulle pianure circostanti. Concludemmo la serata cenando in un ristorantino vicino al centro, immersi nella solita calda, amichevole e rilassante atmosfera tunisina, con l’immancabile briq, con antipasti intinti nell’harissa2 e carne di manzo. Prima di far rientro in hotel ci dilungammo ancora un po’ per passeggiare lungo le viette e raggiungere una volta ancora le cupole e il minareto della zaouia, avvolto nell’oscurità.

Partimmo da Le Kef il giorno seguente, diretti a sud alla volta dell’importante città di Kairouan non prima di ammirare un’ultima volta il panorama della città dalla kasba. Il cielo terso, il vento fresco proveniente dal fondo valle e il silenzio del mattino, creavano un’atmosfera di tranquillità e di pace.

C’è quindi un senso di tristezza rileggendo i giornali dello scorso mese di luglio. Le cronache parlavano di Le Kef come di una città ormai pericolosa, dove una cellula di Al Qaeda proveniente dalla vicina Algeria stava operando per reclutare adepti e dove, durante una manifestazione, erano stati uccisi dei poliziotti.

Chissà cosa ne sarà di Le Kef…

Note:

1. zaouia: complesso architettonico che circonda la tomba di un asceta

2. harissa: salsa di colore rosso, piccante, a base di peperoncino, aglio, sale e semi di curcuma

Links utili:

Unesco World Heritage – Scheda di Dougga

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