Bhaktapur – viaggio in Nepal

31 ottobre 2013.

Dalla terrazza del mio piccolo albergo di Bhaktapur potevo vedere i tetti della case intorno, a loro volta con piccole terrazze che sembravano quasi dei minuscoli cortili elevati. Lì giocavano i bambini, si stendevano i panni, si essiccavano al sole piccole quantità di riso mentre qualche gallina beccava qua e là.

la strada per Taumadhi Tole (Bhaktapur, Nepal)

la strada per Taumadhi Tole (Bhaktapur, Nepal)

Da un lato della terrazza si vedeva tutta la strada che, curvando appena un po’ verso nord, conduce alla piazza Tahumadi Tole, dove si trova uno dei templi a mio avviso più belli di tutto il Nepal: il Tempio di Nyatapola, con i suoi cinque tetti che sfiorano l’altezza di trenta metri e la sua imponente scalinata fiancheggiata da alte statue che raffigurano guardiani protettori di vario genere. Bhaktapur, silenzia e avvolta in una leggera foschia del primo mattino, era splendida. Dopo aver fatto colazione sulla terrazza un po’ ventosa, cominciai la lunga visita della città. Mi diressi immediatamente a Durbar Square, letteralmente straripante di edifici newari, templi di foggia indiana, porte decorate e l’immancabile grande campana che, alla stregua di quelle già osservate a Kathmadu e a Patan, serviva anticamente ad avvisare la popolazione di imminenti pericoli.

Tempio di Fasidega (Bhaktapur, Nepal)

Tempio di Fasidega (Bhaktapur, Nepal)

Entrai nella grande piazza dal lato del Tempio di Fasidega. Di primo mattino c’erano ancora poche persone mentre invece notai una gran quantità di cani randagi che, dopo aver trascorso la notte sulle scalinate dei monumenti, si stavano riunendo in un numeroso branco. Tra gli animali scoppiò una furibonda lite quando, un cane estraneo al branco, che cercava di inserirsi nel gruppo, fu violentemente scacciato tra morsi e terribili ululati. In quel momento un bimbetto che si stava recando a scuola in compagnia della sorellina, correndo spaventato venne a cercare rifugio dietro di me, tenendosi stretto alle mie gambe. Lo osservai, gli diedi una carezza sulla testa e gli feci capire che non doveva preoccuparsi e che ci saremmo allontanati da quel posto immediatamente.

Durbar Square è magnifica: tutta circondata dai templi decorati ed edifici con le balconate di legno intarsiato ed il vasto Palazzo Reale. Sul lato nord l’elaborata Porta d’Oro conduce al grande Tempio di Talejiu.

Potter's Square (Bhaktapur, Nepal)

Potter’s Square (Bhaktapur, Nepal)

Proseguii il mio giro verso sud, alla volta di Potter’s Square la cui pavimentazione era quasi interamente ricoperta da riso e vasetti di argilla e con un grande forno nel quale, in mezzo alla cenere, diversi artigiani erano già all’opera per cuocere decine e decine di manufatti. Mi fermai un po’ a curiosare tra i negozietti vicini dove acquistai alcune piccole statuine di elefanti.

Una caratteristica di Bhaktapur è la grande quantità di “laghetti” presenti un po’ ovunque. Questi laghetti, in realtà grandi vasche costruite durante il Medioevo, servivano a raccogliere l’acqua potabile e quella per usi igienici o religiosi. Ora il più delle volte sono vasche piene d’acqua stagnante, che assume in qualche caso una colorazione “insolita” (in un laghetto, dove c’erano alcuni bambini che giocavano con dei sassolini, l’acqua era verde brillante) o dove galleggiano sacchetti di spazzatura.

Siddha Pokhari (Bhaktapur, Nepal)

Siddha Pokhari (Bhaktapur, Nepal)

Imboccando la strada che, fuori dal centro storico prosegue verso Thimi, raggiunsi la più grandi di queste vasche: Siddha Pokhari una grande piscina rettangolare, con il lato maggiore di oltre 170 metri, cinta da possenti mura sovrastate da enormi alberi di fico. Lì numerose persone di tutte le età trascorrevano alcuni momenti di riposo passeggiando lungo le rive o dando da mangiare alle numerose carpe e pesci gatto presenti.

Era già pomeriggio. Decisi quindi di recarmi verso il lato opposto delle città, in direzione dell’unica piazza di una certa importanza che non avevo ancora visitato.

Tempio di Nyatapola (Bhaktapur, Nepal)

Tempio di Nyatapola (Bhaktapur, Nepal)

Dopo una lunga camminata raggiunsi così Tachupal Tole con il suo edificio principale, il Tempio di Dattatreya, nei pressi del quale sostavano delle capre che si stavano riposando al sole. Un altro luogo interessante di Bhaktapur si trova nei pressi: a metà di uno stretto vicolo si affaccia una magnifica finestra di legno intagliato. E’ la famosissima Finestra del Pavone considerata una delle più spettacolari decorazioni della Valle di Kathmandu. E così, all’imbrunire, raggiunsi nuovamente Taumadhi Tole dove, dall’alto balcone del locale dove avrei cenato, osservai a lungo il via vai delle persone che si riunivano sulla piattaforma (dove anticamente si danzava), nei pressi del Tempio di Bhairbnath o sulle scalinate del Tempio di Nyatapola. Col giungere della sera il traffico divenne molto meno intenso. Dal Tempio provenivano suoni di tamburi e canti fino a che, verso le sette di sera, tutto divenne buio e deserto quasi all’improvviso.

Bhaktapur per me è una città molto particolare. E’ una città al tempo stesso scintillante, luminosa e colorata, ma anche misteriosa e un po’ spettrale quando, prima ancora che venga notte, uno dei numerosi black out giornalieri la lascia quasi completamente al buio. A Bhaktapur d’altra parte la corrente elettrica mancava quasi del tutto per oltre 12 ore al giorno.

Col buio la gente era rientrata a casa lasciando le grandi piazze desolate e silenziose. Rimanevano solo pochi giovani e qualche turista. E tanti cani.

Tornando a Durbar Square, ora quasi completamente al buio e deserta, scorsi numerose ombre silenziose che, agili, si spostavano verso le gradinate dei templi, ancora tiepide dopo la splendida giornata di sole.

Link utili:

Unesco World Heritage – Scheda della Valle di Kathmandu

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