Valle del Dades – Marocco

La Valle del Dades è un altro luogo magnifico del Marocco: una lunga vallata, stretta tra la catena dell’Alto Atlante a nord e la catena del Jebel Sarho a sud, che segue il corso placido del fiume.

Valle del Todra (Marocco)

Valle del Todra (Marocco)

Una zona estesa, dove si trovano aspre gole, oasi, palmeti rigogliosi, paesini rurali e una successione di imponenti kasbah fortificate. E questa regione, non a torto, prende il nome di via delle kasbah. Proveniendo da Merzouga in direzione di Skoura, dopo una breve deviazione, visitammo le Gole del Todra, una maestosa frattura che si insinua nella montagna, dove scorre un fiume d’acqua trasparente che rende fertile tutta la vallata intensamente coltivata.

Poco distante si trovano anche le Gole del Dades, dalle ripide pareti di roccia a picco, che raggiungemmo attraversando una sinuosa strada asfaltata piena di saliscendi con molti punti esposti sullo stretto canalone sottostante.

Gole del Dades (Marocco)

Gole del Dades (Marocco)

Il panorama era veramente straordinario: la strada sembrava un enorme serpente adagiato sulle coste dei monti aspri illuminati da un sole caldissimo. Fu a Skoura che incontrammo le prime kasbah che caratterizzano un po’ tutta la regione. Oltrepassato il vastissimo palmeto capitammo presso la kasbah ben Moro, che sorgeva quasi sul ciglio della carreggiata. L’edificio aveva le facciate abbastanza restaurate e l’interno era stato adibito a magazzino. Il proprietario molto gentilmente ci fece accedere al terrazzamento superiore, al termine di una stretta scalinata sovrastata dal tetto di legno e paglia. Dalla sommità l’uomo ci indicò un punto del palmeto verso cui ci saremmo dovuti dirigere per osservare da vicino una delle kasbah più imponenti di tutto il Marocco: la famosa Amerhidil.

nella kasbah ben Moro (Skoura, Marocco)

nella kasbah ben Moro (Skoura, Marocco)

Decidemmo di inoltrarci a piedi verso la direzione indicataci. Fummo subito affiancati da un uomo di circa trent’anni, con il viso scavato, che poco prima se ne stava seduto all’ombra di una palma con la giovane moglie (che non ci presentò) e la figlia neonata. Era una delle guide locale che da mesi, causa siccità e scarsissimo turismo, quasi non riusciva a procurarsi il cibo per sfamare la sua famiglia. Quasi implorandoci offrì il suo aiuto per raggiungere Amerhidil attraversando il palmeto.  Pensai che in realtà non avevamo bisogno di alcun aiuto ma volevamo aiutare in qualche modo quella famiglia in difficoltà. Offrii all’uomo una somma di denaro ma il giovane rifiutò categoricamente quella che evidentemente era elemosina, insistendo che quella somma voleva guadagnarla facendoci da accompagnatore.

E così per circa un’ora passeggiammo tra gli alberi, notando che anche a Skoura il terreno era spaccato dalla siccità e le numerosissime palme erano un po’ secche. Costeggiammo i bassi muri che delimitavano le coltivazioni proteggendole dalla sabbia e infine, al termine di un sentiero che terminava su un grande spiazzo, raggiungemmo la kasbah di Amerhidil.

vista del palmeto dalla kasbah (Skoura, Marocco)

vista del palmeto dalla kasbah (Ouarzazate, Marocco)

Semplicemente imponente, quasi un castello costruito con fango, paglia e legno, che sorgeva su una vasta area di terra asciutta delimitata dalle palme. Purtroppo, essendo di proprietà di una ricchissima famiglia di Casablanca, non potemmo entrare. Proseguimmo per la Valle del Dades fino a Ouarzazate, guidando sulle strade quasi deserte che, di tanto in tanto erano attraversate da piccoli ouadi1, quasi secchi, incrociando i piccoli paesini immersi nelle oasi.  A Ouarzazate, altro paese caratteristico della zona famoso per la presenza di molti set cinematografici, visitammo un’altra bella kasbah ben restaurata, dalle cui inferriate si poteva osservare un bellissimo scorcio della pianura verdeggiante e della zona collinosa intorno.

Ritornammo sui nostri passi raggiungendo El Kelaa M’Gouna, zona di produzione di acqua di rose, a fine pomeriggio. C’era un cielo tersissimo, un sole caldo e un leggero vento che proveniva dalla vallata.

Dalla terrazza del nostro piccolo albergo si vedevano perfettamente le montagne dell’Alto Atlante che increspavano l’orizzonte.

Links utili:

Morocco Tourism Board – Ouarzazate and the south

Morocco Tourism Board – the road of kasbahs

Note:

1. ouadi: corso d’acqua

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