Petra dei Nabatei – Appunti di viaggio in Giordania 4/5

Appena varcato il cancello di ingresso ci accorgemmo subito di quanto fosse grandiosa Petra. Molto più di quanto avessimo mai immaginato. In effetti in questa regione, attraversata da una miriade di sentieri che si insinuano tra le aspre gole o si inerpicano per le cime rocciose, in qualsiasi direzione si volga lo sguardo si possono ammirare cose straordinarie: tombe dalle imponenti facciate scolpite nella montagna, antichi edifici urbani, scalinate tra i monti che conducono ripide verso luoghi apparentemente inaccessibili, terrazzi naturali che dominano la vallata, formazioni rocciose dalle incredibili striature multicolori.

Tomba degli Obelischi a Petra (Giordania)

Tomba degli Obelischi a Petra (Giordania)

 Petra è un luogo vastissimo, parecchie decine di chilometri quadrati, tanto che per arrivare ad alcuni dei monumenti più importanti occorrono diverse ore di cammino (vai alla galleria fotografica).

Ci incamminammo lungo il sentiero principale che dall’ingresso conduce al siq, il piccolo e stretto “canyon” al termine del quale appare, d’un tratto, il Tesoro (al-Khazneh) il monumento più famoso di Petra. Subito incontrammo gli enigmatici Cubi di Djinn e la splendida Tomba degli Obelischi con la sua particolare facciata dai quattro obelischi piramidali. Prima di imboccare il siq svoltammo a nord per un sentiero decisamente poco battuto. Si trattava del letto del fiume Wadi Muthlim che, insinuandosi tra le strettissime gole, si poteva risalire per circa quattro chilometri, fino alla vasta pianura dove vi sono le imponenti Tombe Reali.

percorrendo il Wadi Muthlim a Petra (Giordania)

percorrendo il Wadi Muthlim a Petra (Giordania)

Imboccammo una galleria nabatea, lunga un centinaio di metri, al termine della quale cominciavano le gole larghe, in alcuni punti, meno di un metro. Durante l’avventuroso tragitto non incontrammo anima viva: potevamo udire solo il sibilo del vento che si incuneava tra le rocce e qualche corvo che gracchiava dalla sommità delle cime. Era estate e il letto del fiume era praticamente asciutto: solo in alcuni punti c’erano delle piccole pozze d’acqua. Il tragitto non fu particolarmente faticoso anche se, in alcuni tratti, la strettissima via risultò sbarrata da rocce alte un paio di metri che scavalcammo senza problemi. Ovunque si potevano ammirare le particolari striature della pietra rosata, resa liscia e lucente dal corso millenario del fiume.

Dopo circa un’ora e mezza, svoltando a ovest, giungemmo alla pianura delle Tombe Reali che si rivelarono di colpo con tutta la maestosità delle imponenti facciate, alte svariati metri, scavate direttamente nella montagna. Anche il paesaggio era incredibile: una vallata soleggiata e brulla che si estendeva a perdita d’occhio tra gli impervi rilievi scolpiti. Percorremmo il versante occidentale del monte passando in rassegna la favolosa Tomba del Palazzo, la Tomba Corinzia, la Tomba della Seta e quella dell’Urna e quindi, lasciandoci sulla destra il Teatro e tutta l’area urbana della città, ritornammo verso il siq, che imboccammo nel senso opposto rispetto a quello che conduce alla facciata del Tesoro.

Tomba del Palazzo a Petra (Giordania)

Tomba del Palazzo a Petra (Giordania)

Dopo pochi minuti il canyon si allargò in uno spiazzo stretto da una cintura di rocce ripide e, di lato, comparve il Tesoro. Ecco che finalmente potevamo ammirare il monumento più famoso di Petra, con la sua superba facciata in stile ellenico, con le sue colonne e i suoi capitelli floreali, scolpiti nella roccia. Tutto intorno silenzio, qualche turista e qualche dromedario pigramente seduto. Ormai era tardo pomeriggio e il sole cominciava a calare dietro le cime. Decidemmo di ritornare all’albergo: avremmo avuto tutto il tempo per rivedere il monumento nei giorni successivi. Il programma del giorno non era comunque terminato, benché fossimo piuttosto stanchi per il lungo viaggio sulla Strada dei Re e per la lunga camminata del pomeriggio. Avevamo infatti organizzato di ritornare al Tesoro di sera, per assistere a un breve spettacolo musicale che si sarebbe svolto nella zona antistante al colonnato. Lo spettacolo non fu certo degno di nota ma, tuttavia, il contesto in cui si svolse fu indimenticabile. Tutta la strada dall’ingresso del sito fino all’inizio del siq era illuminata unicamente dalla luna. Scorgemmo a malapena i monumenti già visti nel pomeriggio, ammantanti ancor di più di mistero, sotto quella luce d’argento tenue. Lo stretto siq era invece disseminato con centinaia di lumini che segnavano il sentiero fino al Tesoro. Ed infine, proprio davanti al Tesoro, appena visibile, ci sedemmo su una stuola degustando tè. Tornammo all’hotel sfiniti ma già non vedevamo l’ora che fosse nuovamente mattina per intraprendere un’altra escursione sulle montagne di Petra: l’ascesa al Monastero al Deir.

Ci alzammo di mattina molto presto perché, per raggiungere il Monastero, dovevamo camminare fino al siq, percorrerlo per tutta la lunghezza e quindi dirigerci lungo la strada colonnata, nella parte urbana dell’antica Petra. Oltrepassata l’area, poco distante, ci aspettava una lunga ascesa per raggiungere il monumento. Complessivamente si trattava di una camminata forse di una ventina di chilometri tra andata e ritorno.

salita al Monastero al Deir di Petra (Giordania)

salita al Monastero al Deir di Petra (Giordania)

Dopo aver attraversato la prima parte del siq, d’un tratto visibile tra i profili scoscesi delle pareti di roccia, comparve ancora una volta il Tesoro. Lo oltrepassammo e sbucando dalla gola ci dirigemmo verso il Teatro, che ancora non avevamo visitato in modo approfondito. Segnato dalle intemperie, questa bellissima costruzione nabatea anch’essa scavata nella roccia, è stata edificata oltre 2000 anni fa. Si pensa che originariamente potesse contenere circa 3000 posti, segno evidente della grandiosità di questa antica città. Ci soffermammo un po’ ad ammirare la costruzione e quindi, passando per la parte centrale di Petra, lungo la strada colonnata da cui si possono vedere i resti di una miriade di altri edifici (altari, templi, chiese e palazzi), arrivammo alle pendici di un monte. Da qui iniziava uno spettacolare sentiero costituito da circa ottocento scalini scavati nella roccia.

La salita si insinua tra rocce meravigliose e, da alcune zone più aperte,  si può ammirare tutta la vallata. Di tanto in tanto si incontrano delle costruzioni interessanti (come la seminascosta Tomba dei Leoni) o ci si imbatte in altri sentieri minori.

il Monastero al Deir di Petra (Giordania)

il Monastero al Deir di Petra (Giordania)

Alla fine, dopo circa un’ora di faticosa ascesa appena accarezzati dalla brezza mattutina, arrivammo allo spiazzo sabbioso sulla sommità del monte dove si trova un’altra straordinaria costruzione. Il monastero era davanti ai nostri occhi suggestivo, imponente, con i suoi 45 metri di altezza, e silenzioso. Constatammo che Petra, per noi, era una continua scoperta di tesori inaspettati. Rimanemmo per qualche tempo ad ammirare il paesaggio e a riposarci un po’. Scendemmo quindi dalla sommità del monte di nuovo verso la strada colonnata fino alle Tombe Reali, che visitammo con più calma, e a quella più defilata di Sesto Fiorentino. La giornata terminò sulla bella terrazza dell’hotel, a pochi metri dalle pendici dei monti, con una cena a base di antipasti giordani, hummus, spiedini di carne e shisha.

Arrivò infine l’ultimo giorno del nostro soggiorno a Petra. Era in programma una ulteriore escursione fino alla Altura del Sacrificio, uno dei luoghi sacrificali più noti della zona situato in cima allo Jebel Madbah, lungo un sentiero che partiva dalla colonna del Faraone nel centro di Petra. Da lì, con qualche difficoltà, non avendo altri riferimenti che il profilo di qualche collina o l’ingresso di qualche grotta sulle pendici dei rilievi, ci incamminammo per un paio di chilometri in direzione del versante meridionale dello jebel. Scoprimmo altre meraviglie di Petra: la Tomba dal Frontone Spezzato, la Tomba Rinascimentale, l’insolito Triclinio del Giardino, la Tomba del Soldato Romano e la Tomba del Giardino. Poco dopo iniziò la salita verso la sommità della montagna  percorrendo una bella e lunga scalinata scavata nella pietra lungo le pendici del monte. Ammirammo altre costruzioni, come il Monumento del Leone, e il paesaggio circostante che, salendo, diventava sempre più grandioso. Finalmente, dopo un’ora di ascesa, raggiungemmo l’Altura del Sacrificio appena dopo aver oltrepassato due obelischi dedicati alle divinità nabatee. L’altare sacrificale non era molto interessante in sé, ma la vista dalla sommità del monte era straordinaria.

il Tesoro di Petra visto dal siq (Giordania)

il Tesoro di Petra visto dal siq (Giordania)

Volgendosi a nord si poteva osservare tutta la vallata di Petra compresa tra la strada colonnata e la pianura delle Tombe Reali. In sostanza ci trovavamo a qualche centinaio di metri sopra il Teatro, che non potevamo però vedere dalla facciata della montagna che cadeva a strapiombo, ma che raggiungemmo scendendo per un’altra scalinata impervia. Il nostro soggiorno a Petra stava purtroppo terminando. Ci incamminammo ancora una volta per il siq fino al Tesoro che ammirammo per un’ultima volta avvolti nei tiepidi colori del pomeriggio.

A Petra, durante la visita, avevamo camminato ogni giorno per una trentina di chilometri, tra una miriade di monumenti testimonianze di una civiltà grandiosa. La successiva tappa del nostro viaggio, l’ultima, sarebbe stata completamente diversa. Saremmo stati in un luogo silenzioso, senza monumenti e senza persone, dove il tempo trascorre lento: il deserto del Wadi Rum.

Links utili:

Ministero del Turismo di Giordania (Jordan Tourism Board)

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