(N)euro Disney

Bene… ammetto che questo articolo c’entra poco o nulla con il contenuto del blog, ma…

Ad est di Parigi, nei pressi della cittadina di Marne-la-Vallee, sorge questo famosissimo e immenso parco di divertimenti. In realtà sono due parchi a tema attigui: il Disneyland Park e il Walt Disney Studio Park. Per arrivare si può anche usare la comoda e relativamente economica linea RAR A che parte dalla stazione di Les Halles, in pieno centro di Parigi, e che giunge a destinazione in meno di un’ora. Scendiamo dal treno alle 11 di mattina.

Nei pressi della stazione vi sono dei bus molto grandi che, con frequenza di 12 minuti, collegano la stazione con tutti i vari alberghi Disney. Il tragitto con la navetta dura una manciata di minuti. Ammetto che i servizi di trasporto sono senz’altro molto efficienti. Si nota molta gente ma non c’è affatto ressa per raggiungere il proprio albergo. L’illusione di una vacanza rilassante, purtroppo, svanisce appena messo piede nella hall dell’hotel.

Il Castello della Bella Addormentata (Disneyland Paris)

Il Castello della Bella Addormentata (Disneyland Paris)

Eh si… Al check in, dove sono presenti almeno una decina di receptionist, c’è già una coda di oltre cento persone che procede lenta. Ogni ospite deve essere registrato e ciascuno deve ricevere le istruzioni sui turni per la prima colazione, sugli orari del parco, sulle modalità di riservare i ristoranti la sera. Si devono controllare tutti i voucher per i pranzi e le cene, i biglietti per l’ingresso ai parchi, ecc.

Dopo circa quaranta minuti siamo in possesso della nostra busta che contiene anche le chiavi elettroniche della nostra stanza… che però non è disponibile prima delle 15. Poco male, si può fare un’altra breve coda ad un deposito bagagli gratuito che si trova sul piazzale dell’albergo. Già che ci siamo facciamo una terza coda, sempre nella hall, per prenotare i ristoranti per tutte le sere del nostro soggiorno.

E’ l’una e mezza del pomeriggio quando entriamo al Disneyland Park. Imbocchiamo la strada principale, la Main Street, dove è ricostruita una tipica cittadina americana dei primi del ‘900. Ai lati vi sono solo negozi, ristoranti e locali dai prezzi altissimi. In lontananza scorgiamo il gigantesco castello fiabesco, intorno al quale si snoda l’intero parco con i suoi quattro “quartieri”: il Fantasyland (numerosissime attrazioni e percorsi che richiamano le fiabe classiche), il Frontierland (ambientazione west, montagne russe tra canyon, casa dei fantasmi e crociera a bordo di un battello nel piccolo laghetto), Adventureland (il regno dell’avventura, dell’esotico e dei pirati) e Discoveryland (il regno del futuro e della tecnologia).

il Phantom Manor (Disneyland Paris)

il Phantom Manor (Disneyland Paris)

Un trenino percorre tutto il perimetro del parco, fermandosi alle stazioni presenti in ogni quartiere.

La folla è oceanica anche se siamo in uno dei pochissimi giorni considerati di bassa stagione. E’ inevitabile: le code durano da un minimo di 30-35 minuti ad oltre un’ora. Per le attrazioni più frequentate c’è la possibilità di “prenotare” una fascia oraria tramite il servizio fast pass con il quale si riescono ad avere gratuitamente dei biglietti per corsie preferenziali che riducono di molto i tempi di attesa. Il servizio non funziona sempre: in molte attrazioni il fast pass è stato completamente disattivato e le code sono interminabili. Inoltre si può ottenere un fast pass ogni due ore circa, anche per attrazioni diverse tra loro.

Alcune attrazioni non riescono a sfruttare tutto il loro potenziale ricettivo: per esempio nel Dumbo the Fly Elephant tre elefantini (circa il 20% del totale) sono fuori uso. Altre hanno problemi di natura tecnica (nel Pirates of the Caribbean, per un guasto, siamo stati in coda in un ambiente angusto e buio per un’ora e mezza) oppure sono chiuse per manutenzione.

Il pranzo nei vari fast food è un altro delirio. C’è sempre folla e bisogna fare lunghe code per ordinare e per cercarsi un tavolo. La sera invece è molto meglio. Abbiamo prenotato e quindi, presentandosi all’ora giusta o in leggero anticipo, possiamo avere un tavolo in pochi minuti. La qualità del cibo è variabile, meglio la sera nei ristoranti con il servizio al tavolo o a buffet rispetto ai pranzi a base di hamburger, pizza e patatine fritte.

Torniamo dopo cena alla nostra camera. E’ accogliente, con un letto matrimoniale e due letti a castello. Dormiamo benissimo. La mattina sveglia di buon’ora. Il nostro turno per la colazione è per le 8.15. Penso che questo sistema dei turni ci farà evitare le code. Errore. Nella hall dell’albergo c’è una ressa che attende di poter entare nel ristorante. Impieghiamo quasi mezz’ora per trovare un tavolo nel salone.

I giorni della nostra vacanza trascorrono tutti in questo modo: coda al mattino per la colazione, coda per entrare nei parchi, coda alle attrazioni (spesso sotto un sole cocente che mi ha donato una bellissima abbronzatura da spiaggia), coda a pranzo. Le uniche cose per le quali non si attende sono gli acquisti nei negozi (a decine, ognuno dei quali vende più o meno gli stessi articoli), l’uso delle toilette, il servizio navetta e il tavolo per la cena (ma solo se si prenota con congruo anticipo).

Galeone dei Pirati (Disneyland Paris)

Galeone dei Pirati (Disneyland Paris)

L’ultimo giorno visitiamo il Walt Disney Park Studios, con molte attrazioni “adrenaliniche” ma, inevitabilmente, con troppa gente.

Alla fine del nostro soggiorno, trascorso con mia moglie e nostra figlia di cinque anni, siamo stati su quasi tutte le attrazioni, alcune delle quali entusiasmanti. Abbiamo però passato decine di ore in coda per tutto (ho fatto un piccolo conto a spanne: si può arrivare a 30 minuti di coda per ogni minuto di “giostra”) e i prezzi sono altissimi. Siamo veramente stanchi, più di tutti mia figlia che si è divertita ma è contenta (un po’…) perché si ritorna a casa.

Alla fine penso che questi due parchi siano veramente fantastici. Ora come ora, però, non ci ritornerei neanche gratis (domani chissà…)

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