Kopan e Gokarna – viaggio in Nepal

27 ottobre 2013.

Al mattino presto, quando uscii dall’albergo, trovai Sanjeev che mi stava aspettando con il suo taxi. A quell’ora il quartiere Thamel era un po’ sonnacchioso e molto tranquillo: la maggior parte dei negozi era ancora chiusa, altri stavano aprendo, e in giro c’erano solo persone a piedi o in bicicletta mentre le moto erano  poche e pochissime le auto. Il cielo era terso e si prospettava un’altra magnifica giornata di sole.

Monastero di Kopan (Nepal)

Monastero di Kopan (Nepal)

Le vie erano ancora relativamente deserte ma l’incubo del traffico e dei clacson sempre in funzione sarebbe iniziato di lì a breve. Riuscimmo a uscire da Kathmandu piuttosto velocemente dirigendoci a Bodhnath e quindi a nord, verso il Monastero di Kopan. Fu dopo Bodhnath che la strada divenne sempre più accidentata man mano che si saliva lungo la collina sulla cui sommità si trova il monastero. Oltre una pesante cancellata, dopo un breve sentiero, si accede al cortile principale e quindi all’ingresso del monastero. Ai lati, lungo le pendici della collina, ci sono alcuni edifici a terrazze dove si trovavano le camere degli studenti. Il posto è molto tranquillo, curato, con aiuole e piante rigogliose.

Appena davanti all’ingresso del monastero, sormontato dal caratteristico Dharmachakra1 con le due antilopi, si trovava un gruppo di studenti vestiti di rosso che discorrevano tra di loro. L’interno del tempio principale è stupendo. Sul pavimento di legno lucido sono stese molte soffici stole e, sulla facciata in fondo al corridoio principale, c’è una grandissima scultura del Buddha che indossa un caratteristico copricapo giallo. Tutto l’ambiente è riccamente decorato con ornamenti e simboli religiosi coloratissimi. Entrai con molto rispetto e nel più assoluto silenzio: incredibilmente ero l’unica persona presente in quel momento. Mi soffermai a lungo ad osservare le statue e le decorazioni fino a che un monaco, materializzatosi all’improvviso, mi fece capire che era il momento di uscire perché il portone del monastero doveva essere chiuso.

giardino del Monastero di Kopan (Nepal)

giardino del Monastero di Kopan (Nepal)

Mi incamminai allora verso il retro dell’edificio dove, in un curatissimo giardino, svettavano grandi stupa incredibilmente decorati con strabilianti colori che scintillavano alla luce del sole. Alle mie spalle iniziava una breve scalinata scavata nella roccia, che correva intorno ad una piccola collina alta appena qualche metro. Giunto alla fine della scalinata, che dal giardino sottostante non poteva essere vista, scoprii con sorpresa che alla sommità vi era uno spiazzo erboso completamente piatto e circolare, con un grande albero piantato da una parte. In quel luogo incantevole un monaco solitario, seduto con le gambe incrociate e con il capo completamente coperto da una specie di scialle, stava compiendo degli esercizi di meditazione nel più assoluto silenzio. Decisi quindi di ritornare sui miei passi per non correre il rischio di disturbare la concentrazione di quell’uomo con la mia presenza.

Con Sanjeev raggiunsi quindi il Tempio di Gokarna, che sorge  a ridosso di un grande bosco, chiamato un modo forse un po’ esagerato Foresta di Gokarna, proprio sulle rive del fiume Bagmati che in questo tratto sembra poco più di un grande torrente.

Tempio di Gokarna Mahadev (Nepal)

Tempio di Gokarna Mahadev (Nepal)

L’area si estende intorno all’edificio principale, consacrato a Shiva. Sul lato est una grande gradinata conduce alle rive del fiume dove  in quello momento si trovavano numerose scimmie che nuotavano allegramente. Il tempio era molto frequentato: anziani seduti sui gradini che discorrevano tra di loro, famiglie con bambini che si fermavano di continuo per pregare e lasciare qualche piccola offerta, mendicanti che elemosinavano qualche rupia, uomini e donne intenti a eseguire riti seduti all’interno di una cavità di una grande albero lì vicino. Il luogo era frequentato anche da moltissimi animali: oltre alle scimmie che scorrazzavano dentro e fuori dall’acqua, c’erano cani, galline, un vitello legato, piccioni…

sulle rive del Bagmati (Gokarna, Nepal)

sulle rive del Bagmati (Gokarna, Nepal)

Era questa la perfetta sintesi di quanto avevo già più volte notato: la differenza estetica tra i templi buddisti e induisti che si presenta molto chiaramente al visitatore. Se i primi sono silenziosi, immacolati, con ornamenti e legni tirati a lucido, i secondi sono polverosi, a volte sporchi, spesso rumorosi e inevitabilmente pieni di animali. Entrambi però sono la dimora della forte spiritualità dei nepalesi. E queste due religioni, differenti tra loro, in Nepal convivono perfettamente e pacificamente, spesso confondendosi.

Come a Swayambhunath dove sotto lo sguardo enigmatico del grande stupa, buddisti e induisti pregano gli uni vicino agli altri.

Links utili:

Unesco World Heritage – Scheda della Valle di Kathmandu

Kopan Monastery web site

Note:

1. Dharmachakra: la Ruota del Dharma, uno dei più antichi simboli religiosi buddisti

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