I Castelli nel Deserto – Appunti di viaggio in Giordania 2/5

L’ultimo giorno di pernottamento a Madaba, lo dedicammo ad una lunga escursione nella regione desertica orientale. E’ qui che, lungo l’arteria che unisce la capitale con la città di Azraq, distante un centinaio di chilometri, si trovano numerosi edifici (fortezze, caravanserragli  e padiglioni) molti dei quali risalenti al periodo omayyade del VII-VIII secolo d.C. noti, nel loro complesso, con il nome di “castelli nel deserto” (vai alla galleria fotografica).

sulla strada per Azraq (Giordania)

sulla strada per Azraq (Giordania)

Di buon mattino partimmo nuovamente verso Amman, guidando in mezzo al solito caos di vecchi camion, motociclette, asini che trainavano pesanti carri e gente che camminava sul ciglio della strada. Qualche chilometro dopo la capitale il paesaggio cominciò  a cambiare. Il traffico si fece quasi inesistente, come pure i centri abitati, e cominciò la vasta area desertica orientale della Giordania. Il centro abitato più importante della regione è proprio Azraq, una cittadina per niente interessante che però si trova in mezzo ad un crocevia molto importante: la strada diretta a nord-est verso l’Iraq e quella rivolta a sud ai confini con l’Arabia Saudita, entrambe trafficatissime di camion che trasportano qualsiasi tipo di merce.

Avevamo lasciato Madaba da circa un paio d’ore quando,  ad un tratto, il panorama monotono e desolato fu interrotto da un’insolita costruzione color ocra che dominava la pianura spoglia. Eravamo giunti alla prima destinazione della nostra escursione: la fortezza Qasr Kharana.

cortile interno del Qasr Kharana (Giordania)

cortile interno del Qasr Kharana (Giordania)

Si tratta di un edificio un po’ enigmatico, su due piani, con le apparenze di una vera e propria fortezza (e anche ben conservata) ma di cui non si è ancora certi di quale fosse la sua reale funzione. Quel che è certo è che si tratta di una delle prime costruzioni dell’era islamica e che venne edificato intorno al 700 d.C., in un sito già occupato da altre costruzioni romane o bizantine. Cominciammo ad esplorare il castello, salendo anche per le impervie scalinate che conducono ai balconi senza protezioni che si affacciano sul cortile interno. Non c’erano turisti, solo un custode incurante della nostra presenza. Avvolti nel silenzio, dal tetto dell’edificio, ammirammo il panorama desertico, rovinato purtroppo dalla strada statale e da una centrale elettrica nelle vicinanze.

Proseguimmo quindi alla volta di uno dei castelli degli omayyadi meglio conservati in assoluto, il Qusayr Amra, con i suoi affreschi dell’VIII secolo d.C. raffiguranti, nonostante i dettami della religione islamica, degli esseri viventi.

Qusayr Amra (Giordania)

Qusayr Amra (Giordania)

L’edificio è molto particolare, raccolto, con una insolita struttura a cupole. All’interno dei vari locali ammirammo gli antichi affreschi, alcuni dei quali obiettivamente molto rovinati e poco apprezzabili: le scene di caccia, i visi di donne, i motivi floreali e i segni dello zodiaco. Una volta all’esterno, ci riposammo in prossimità del pozzo di pietra che, anticamente, doveva avere una pompa azionata da un mulo che portava l’acqua alla cisterna dei bagni termali attigui e a quelle ad uso delle carovane di passaggio.

Azraq (Giordania)

Azraq (Giordania)

Proseguimmo quindi verso l’ultima tappa della nostra escursione, il forte di Azraq (Qasr al-Azraq) che si trova proprio nei pressi dell’omonima città, che attraversammo percorrendo le strade polverose con i modesti negozi ai lati. Qui la Giordania si mostra nella sua parte meno occidentale. Sembrava di essere in un altro paese rispetto la caotica ma moderna Amman o alla tranquilla e turistica Madaba. Al Azraq è una anonima cittadina in mezzo al deserto, pur essendo un crocevia importante di questa regione. Incontrammo una moltitudine di bambini e di donne, tutte rigorosamente coperte (testa, viso, braccia e gambe) con vestiti di colore nero, che camminavano sotto il sole cocente a bordo della strada.

Qasr Azraq (Giordania)

Qasr Azraq (Giordania)

Giungemmo infine al castello risalente, in alcune sue parti, addirittura al 300 d.C. al tempo degli antichi romani. Il luogo riveste una certa importanza storica anche per il fatto di essere stato, tra il 1917 e il 1918, il quartier generale di T.E. Lawrence (Lawrence d’Arabia) durante la rivolta araba contro i turchi. L’edificio presenta un colore tendente al nero e una struttura in parte crollata. Visitammo in poco tempo i vari locali, il cortile e le rovine della prigione.

Ormai era pomeriggio inoltrato e dovevamo rientrare verso Madaba. Tuttavia, trovandoci nelle vicinanze, pensammo di fermarci un po’ per esplorare il parco faunistico di Shaumari. La riserva è tutto ciò che resta dell’enorme bacino idrico di Azraq, che una volta si estendeva per una superficie più vasta di tutto il Libano, accogliendo  migliaia di animali, tra cui elefanti, ghepardi e ippopotami. Fu a partire dagli ’60 che, per una scellerata (ma per molti versi necessaria) attività di pompaggio per rifornire vaste zone della Giordania di acqua potabile, l’intera area cominciò a trasformarsi in una landa spoglia. La riserva di Shaumari rappresenterebbe un tentativo di reintrodurre specie animali nel loro habitat originario. Purtroppo la visita fu al di sotto di ogni aspettativa e non vedemmo altro che canneti e piccoli stagni privi di fauna significativa.

Non ci restò che rientrare a Madaba dove cenammo nel solito bel ristorante. Il giorno dopo dovevamo partire alla volta di ciò che per me rappresentava il senso di tutto il viaggio: l’antica città di Petra.

Links utili:

Ministero del Turismo in Giordania (Jordan Tourism Board)

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