Hoi An – Vietnam

Hoi An, 7 dicembre 2014

imbarcazioni sul fiume Hoai (Hoi An, Vietnam)

imbarcazioni sul fiume Hoai (Hoi An, Vietnam)

L’accogliente guest house si trovava presso le risaie allagate dai recenti acquazzoni: la stagione delle piogge in questa regione costiera del Vietnam non era ancora terminata. In lontananza osservavo alcune donne chine sui campi. Poco lontano i bufali d’acqua se ne stavano placidi a brucare incessantemente mentre alcune oche starnazzanti facevano un baccano infernale. A quel baccano si sommava il ritmico gracidio delle rane. Guardando il cielo mi considerai molto fortunato: il sole del giorno che stava per iniziare sembrava offrire un po’ di tregua dal mal tempo dell’ultima settimana e la luce dell’alba già rischiarava tutta la natura intorno. Era tempo di inforcare la bicicletta alla volta di Hoi An, la magnifica città monumentale sulle rive del fiume Hoai. Impiegai poco più di mezz’ora per percorrere con relativa calma il tragitto di circa 10 chilometri  lungo una strada alberata densamente occupata da botteghe di ogni tipo, alberghi e locali piuttosto anonimi. Non avrei mai immaginato quanto potesse invece essere incantevole il piccolo centro di questa famosa città.

antico palazzo (Hoi An, Vietnam)

antico palazzo (Hoi An, Vietnam)

Hoi An è tutta di colore giallo-zafferano. Gli antichi palazzi, tutti molto simili uno con l’altro, si affacciano sulle vie strette, senza traffico, piene di ristoranti, laboratori di artigianato, centri culturali e saloni d’arte. Lasciai la bicicletta in un parcheggio custodito nei pressi del grande mercato, perdendomi letteralmente nel mare di gente, suoni e colori tra le decine di banchetti di frutta, verdura e stoffe. Ad Hoi An ogni ora del giorno sembra adatta per gustare una scodella di spaghetti in brodo. Notai decine di donne che sovrintendevano ai banchi intente a divorare ciotole fumanti di noodles indossando il tipico cappello conico che le riparava dal sole. Sulle rive del fiume alcune colorate imbarcazioni di legno se ne stavano ormeggiate in attesa di qualche gruppo di turisti, da accompagnare in visita alle vicine isole. Altre imbarcazioni, simili agli slanciati  gondolini della laguna veneta, filavano veloci lungo il corso d’acqua. Notai quasi con stupore che i poppieri (generalmente donne) vogavano a un remo in posizione eretta (come a Venezia! pensai) ma (diversamente che nella mia Venezia! ripensai) il prodiere era seduto e reggeva una specie di pagaia che pareva avesse solo funzione di timone. Osservai infine, nei pressi di un ponte, un altro barchino con a bordo una donna intenta a pescare con una sottile canna.

imbarcazione sul fiume Hoai (Hoi An, Vietnam)

imbarcazione sul fiume Hoai (Hoi An, Vietnam)

Girovagare senza meta è il modo forse più affascinante di visitare Hoi An. Il centro storico è molto raccolto ma, da qualsiasi parte si volge lo sguardo, si può notare qualcosa di interessante. L’arteria principale ospita le botteghe e i locali più frequentati. Gli edifici storici sono invece sparsi un po’ ovunque: antiche abitazioni con piccoli cortili interni (di nuovo la mente corre a Venezia), vecchie sale comuni per le riunioni, con gli spazi ornati da sfavillanti statue e decorazioni, templi, laboratori, cappelle commemorative delle vecchie famiglie benestanti di Hoi An. Passai varie ore visitando numerosi edifici. Nella vecchia casa di Duc An l’ingresso in legno scuro intarsiato, dove una lanterna dalla luce calda illuminava la penombra, conduceva ad uno spazio interno aperto, da cui si potevano ammirare le balconate superiori. Visitai molte sale consigliari (bellissime quelle di Quang Treu e di Phuc Kien, con il piccolo giardino interno e i saloni lucenti), la cappella della Famiglia Nguyen Tuong (famiglia di insegnanti, scrittori e pittori) e altri edifici che si succedevano in continuazione lungo la bella strada pedonale.

ingresso della sala assembleare Quang Trieu (Hoi An, Vietnam)

ingresso della sala assembleare Quang Trieu (Hoi An, Vietnam)

Lungo le vie, dalle terrazze degli edifici o tra gli alberi, erano appese moltissime lanterne di colore giallo o rosso intenso. All’estremità ovest del centro storico c’era una moltitudine di bambini che giocava a rincorrersi e numerosi venditori di strada che vendevano graziosi biglietti di auguri con complicate figure a rilievo, stampe su carta di riso ed altri oggetti. Notai in più di un’occasione altre venditrici ambulanti che, con passo spedito, trasportavano a spalla mediante una sorta di bilancia il loro carico di frutta. Dopo un memorabile pranzo in un noto ristorante raggiunsi il magnifico Ponte Coperto Giapponese, l’antico ponte in pietra e legno risalente al XVI-XVII secolo. Pensai ancora a Venezia, al ponte di Rialto, certamente molto più grande ed indubbiamente differente,  ma che mi balenò in mente osservando quel monumento arcuato tra i due argini del fiume. Fu poco dopo che iniziò un violento temporale con un vento impetuoso e un incessante scroscio d’acqua. Fortunatamente ero al riparo sotto la copertura, e potevo tranquillamente osservare Hoi An che velocemente si svuotò: i commercianti avevano ritirato la merce dentro i negozi, gli ambulanti e i bambini si erano volatilizzati, i turisti erano quasi tutti spariti.

venditrice di frutta (Hoi An, Vietnam)

venditrice di frutta (Hoi An, Vietnam)

Il vento increspava le acque scure del fiume sotto il cielo cupo: pensai anche a Can Tho e al violento acquazzone che in pochi minuti aveva allagato le vie principali rendendole quasi impraticabili. Ma per fortuna, dopo circa un’ora il vento, cessò quasi di colpo e il temporale si tramutò in una sottile pioggerella, finissima… Raggiunsi il parcheggio e inforcai nuovamente la bicicletta, spendendo le ultime ore del pomeriggio alla visita di altri palazzi, case antiche e sale riunioni. Cenai nello stesso ristorante dove avevo pranzato e ancora una volta riscoprii l’incredibile sapore degli spaghettini in brodo caldo, dal gusto di mille erbe aromatiche perfettamente bilanciate e dal retrogusto un po’ aspro e fruttato. Ripensai a quello che avevo visto durante la lunga visita: una città cinquecentesca con antichi palazzi addossati uno all’altro, senza automobili, con un meraviglioso ponte monumentale, un grande mercato, con una bella camminata sulle sponde di un fiume sul quale sono ormeggiate imbarcazioni di legno e sui cui navigano filanti barchette spinte da vogatori a un remo, una città di pescatori. Si potrebbe dire che Hoi An, almeno un po’, è la Venezia del Vietnam?

lanterne illuminano la via (Hoi An, Vietnam)

lanterne illuminano la via (Hoi An, Vietnam)

Il sole intanto era tramontato. Sulla strada principale le lanterne colorate che pendevano dalle facciate dei palazzi o dai rami degli alberi ora erano accese. Le altre viette della citta erano quasi al buio. Ripercorsi con la bicicletta, nella penombra, il tragitto verso la campagna con le risaie e le rane gracidanti. Le strade ora erano deserte e solo qualche insegna accesa illuminava i lati della carreggiata. Una sottile, finissima, pioggerella fresca cominciò di nuovo a cadere da un cielo di dense nubi…

Links utili:

Unesco World Heritage – Scheda di Hoi An

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