Ho Chi Minh City – Saigon (Vietnam)

1 dicembre 2014.

Sono capitato in un caos totale. Migliaia di motociclette sfrecciano come un immenso sciame di api lungo gli ampi viali del Distretto 1. Questa è Saigon. Ci saranno ancora un paio d’ore di luce e ne approfitto per fare un giro fino al Parco 23/9. Ci sono molte persone che stanno facendo ginnastica mentre altre sono impegnate in partite di volano. I più giovani, disposti in cerchio, si stanno divertendo con un gioco molto popolare: colpiscono coi piedi un piccolo pezzo di legno che non deve mai cadere per terra. I più abili riescono a colpire il legnetto col tacco.

Bitexco Financial Tower (Ho Chi Minh City, Vietnam)

Bitexco Financial Tower (Ho Chi Minh City, Vietnam)

Il mio albergo si trova poco distante dal mercato Ben Thanh, ma attraversare la strada in mezzo a questo traffico pare sia quasi un suicidio. Il sole comincia a tramontare e il moderno skyline della città, con il grande grattacielo Bitexco Financial Tower, si colora di arancione. Le insegne luminose dei negozi sono coloratissime. Nel mercato Ben Thanh c’è molta gente, quasi non si riesce a camminare tra gli stretti passaggi tra un banco e l’altro. La zona centrale è piena di bancarelle che vendono merce di tutti i tipi: abbigliamento, souvenir, alimentari. Qui i prezzi non vengono esposti. Devo contrattare, anche a lungo, per comprare a cifre ragionevoli. Lungo il perimetro esterno si trovano invece i negozi statali con i prezzi fissi: ho visto un vestito tradizionale, molto bello, che andrebbe bene per mia figlia di sette anni. Costa caro ma la commessa non vuole scontarmi neanche un dollaro. Pazienza, dico, tornerò domani. La commessa mi lascia andare senza dire nulla. Mangio un boccone veloce in uno dei tanti ristorantini della zona e poi mi fiondo a letto. E’ stata proprio una lunga giornata iniziata a Seam Reap, in Cambogia, nella tranquilla zona dei templi di Angkor Wat, e terminata  nella zona più rumorosa di una delle città più vivaci di questa parte d’Asia.

Palazzo del Comitato del Popolo (Ho Chi Minh City, Vietnam)

Palazzo del Comitato del Popolo (Ho Chi Minh City, Vietnam)

E’ mattino prestissimo, neanche le sette, e sono di nuovo al Parco 23/9. Decine di studenti in tuta bianca e blu sono disposti in file ordinate, sotto lo sguardo severo del professore di ginnastica. La scuola è già iniziata. Da quello che ho visto sembra che in Vietnam sia molto importante lo studio ma anche la forma fisica. Ho in programma di fare un lungo giro della città, iniziando tra i grandi grattacieli nella zona di Dong Khoi fino a giungere sulle rive del fiume Saigon. Da una terrazza deserta, ornata da numerosi alberelli in vaso, si possono vedere altri imponenti grattacieli scoloriti, sull’altra parte del fiume. Saigon si è già svegliata. Le moto rumorose hanno invaso le strade, i banchetti di frutta e verdura in alcune vie decentrate sono già piene di gente e i giardinieri in divisa arancione sono indaffarati a curare le belle aiuole e i parchi. Risalgo lungo la via Dong Khoi facendo mille deviazioni alla scoperta degli edifici più importanti del periodo coloniale. Vecchi alberghi, il palazzo del Comitato del Popolo, il teatro dell’Opera. Raggiungo la Cattedrale di Notre Dame dove spicca una grande statua bianca della Madonna dietro alla quale si ergono le grandi torri della facciata. Ai piedi della statua c’è una coppia di sposi in posa davanti ad un fotografo. In un piccolo parco poco lontano c’è una numerosa classe di studenti tutti indaffarati a disegnare, in modo mirabile, il profilo di un moderno edificio. Noto un signore di bassa statura che sta controllando il lavoro degli alunni: i disegni sembrano bellissimi ma il professore sta scuotendo la testa con un fare che sembra di rimprovero.

Palazzo della Riunificazione, sala ambasciatore (Ho Chi Minh City, Vietnam)

Palazzo della Riunificazione, sala ambasciatore (Ho Chi Minh City, Vietnam)

E’ ancora mattina presto e decido di raggiungere un luogo che, in un primo momento, non avevo alcuna intenzione di visitare. In effetti il Palazzo della Riunificazione a prima vista sembra niente altro che un moderno edificio spigoloso con sale dal soffitto alto e dagli arredi razionali. Però è in questo luogo che si sono prese tutte le decisioni che hanno segnato il corso della guerra. Era qui il centro di comando del governo del Sud di Van Thieu, alleato degli americani, e successivamente il quartier generale dell’esercito di Hanoi dopo la caduta di Saigon nel 1975. C’è in effetti un’atmosfera particolarmente suggestiva nelle grandi sale: la stanza del comando militare, quella dell’ambasciatore, le splendide sale di ricevimento e, all’ultimo piano, quelle private dove alloggiava Van Thieu con tutta la famiglia. Passeggiando per gli interrati, dove sono presenti alcune stanze adibite a poligono di tiro, e per il grande giardino, dove si vedono un paio di carri armati e dei caccia militari con la stella gialla del Vietnam, sembra per un momento di essere ritornati a quel terribile periodo agli inizi degli anni settanta.

Pagoda Phuoc An Hoi Quan (Ho Chi Minh City, Vietnam)

Pagoda Phuoc An Hoi Quan (Ho Chi Minh City, Vietnam)

Saigon (si dovrebbe ora dire Ho Chi Minh City) è una città di guerra ma anche una città di pace. Ci sono chiese cattoliche di inizio ‘900 e moltissime pagode buddiste. Decido di trascorrere tutto il pomeriggio nel quartiere di Cholon, quello in cui si trovano i templi di maggior interesse. Prima una veloce visita alla bella Pagoda dell’Imperatore di Giada, dalle belle decorazioni in legno e oro, poi in mototaxi verso il vecchio quartiere. Il modo di spostarsi in mototaxi merita di essere descritto più in dettaglio. Appena arrivato in città avevo constatato  subito quanto fosse veloce, economico e comodo spostarsi per le vie come passeggero di una motocicletta. Ad ogni incrocio c’era sempre qualcuno che, improvvisandosi taxista, si offriva per dare un passaggio. Tutto era molto semplice. Bastava contrattare il prezzo (appena 1 dollaro per una corsa di circa 4/5 chilometri) ed indossare il casco che pareva essere obbligatorio (in genere un casco di plastica sottile, senza imbottitura, che certamente non sarebbe servito a nulla in caso di incidente): in pochi minuti si arrivava a destinazione. Certo occorreva un po’ di attenzione nello scegliere i vari guidatori. Per me dovevano avere uno sguardo vigile, dovevano parlare inglese in modo decente e non dovevano essere né troppo giovani né troppo anziani.

Pagoda Quan Am (Ho Chi Minh City, Vietnam)

Pagoda Quan Am (Ho Chi Minh City, Vietnam)

A Cholon, una sorta di Chinatown vietnamita, visito la colorata Pagoda di Quan Am, quella di Nghia An Hoi, con le sue splendide sculture in legno dorato, la pagoda di Phuoc An Hoi Quan, quella a mio avviso più affascinante, con le eleganti sculture, le decorazioni in bronzo, le ceramiche decorative, e moltissime altre. In tutti questi luoghi gli interni sono densi del fumo di incenso che brucia in modo incessante. All’altezza della pagoda Thien Hau si scatena un nubifragio pazzesco. Devo ripararmi sotto un tendone di un’autofficina. In poco tempo le strade sono sommerse d’acqua, si vedono solo automobili e qualche rara bicicletta che procede molto lentamente. Dopo un paio d’ore il cielo torna un po’ sereno. Ancora il tempo per dirigermi verso il mercato Binh Tay con la grande torre dell’orologio e poi devo tornare verso il Distretto 1 (chiamato ancora oggi Saigon). Tutti i mototaxi sembrano spariti. Mi fermo ad aspettare sull’angolo di un marciapiede fino a quando uno scooter accosta vicino a me. Il guidatore si toglie il casco. È una ragazza gentilissima, una studentessa che sta rientrando verso casa, che si offre di accompagnarmi per un tratto di strada, fino al mercato Ben Thanh. Arriviamo quando il sole è ormai tramontato. Ringrazio la mia taxista che non vuole assolutamente essere pagata…

Nella zona del Parco 23/9 è quasi buio e il cielo è carico di nuvole grigie. Ma non piove più e le motociclette hanno di nuovo invaso le strade disegnando scie luminose.

Saigon sembra non fermarsi mai…

Link utili:

Vietnam National Administration of Tourism

(263 views)

Print Friendly, PDF & Email
Licenza Creative Commons

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *