Hammamet e la Penisola di Cap Bon – viaggio in Tunisia 2/7

Il viaggio da Tunisi ad Hammamet, lungo la penisola di Cap Bon, fu molto piacevole perché durante questa tappa ci fermammo diverse volte per visitare un sito archeologico molto antico e le belle cittadine di Korbous e Kelibia.

La strada, poco trafficata, era un continuo saliscendi lungo il profilo costiero molto aspro, da cui si godeva una splendida vista sul Mar Mediterraneo. Più di una volta ebbi la tentazione di fermare l’auto per scendere lungo uno dei tanti sentieri che conducevano agli scogli sottostanti e lì fare almeno un tuffo in quell’acqua che, almeno dall’alto, ci pareva calma e di un magnifico colore blu intenso. La via ogni tanto virava verso l’interno della penisola, attraversando aree verdi di rigogliosa macchia mediterranea per poi riaffacciarsi nuovamente sulla costa.

Korbous (Tunisia)

Korbous (Tunisia)

La prima sosta fu per visitare il piccolo villaggio di Korbous, una cittadina letteralmente incastonata lungo le ripide pareti della scogliera. La piazza, raccolta intorno all’elegante torre bianca, era battuta dal vento proveniente dal mare: ci fermammo giusto il tempo per comprare qualche bottiglia d’acqua in un negozietto di alimentari nei paraggi. In tarda mattinata raggiungemmo il sito archeologico di Kerkouane, un antichissimo insediamento punico risalente con ogni probabilità al VI secolo a.C. Appena scesi dall’auto fummo letteralmente avvolti da un caldo opprimente, assai poco mitigato dal piacevole venticello che soffiava dal mare. Percorremmo la bella passeggiata lungo il murazzo che collega l’area parcheggio con il sito archeologico potendo così godere nuovamente del blu intenso del Mediterraneo le cui onde poco alte si infrangevano sugli scogli a pochi metri da noi. Questa volta, complice anche il caldo del mezzogiorno, non riuscii a resistere e, sfilatomi la maglietta e le scarpe, mi immersi in acqua per un bagno.

vista sul golfo di Kelibia (Tunisia)

vista sul golfo di Kelibia (Tunisia)

Tutto fu molto veloce perché la profondità del fondale e la forte corrente mi consigliarono di ritornare a terra quasi subito. La visita al sito, sotto un sole cocente che in breve tempo mi asciugò i vestiti, durò circa un’ora che trascorremmo passeggiando tra i resti (poco più che ruderi) delle antiche abitazioni, del tempio, dei bagni pubblici, fino a raggiungere l’area dove vi sono numerose colonne erette dagli antichi Cartaginesi.Visitammo quindi la bella città di Kelibia nel primissimo pomeriggio e lì, dal meraviglioso forte che domina il porto battuto dal vento,  ammirammo ancora una volta le splendide vedute sul golfo e sulla penisola di Cap Bon lambita dall’acqua blu del mare e ricoperta da numerosi alberi di macchia mediterranea di verde intenso.

nella medina di Hammamet (Tunisia)

nella medina di Hammamet (Tunisia)

Giungemmo infine ad Hammamet. Ci incamminammo subito verso la spiaggia dove, alla luce calda del tardo pomeriggio, una moltitudine di bambini e ragazzi stava giocando tra le numerose barche dei pescatori già tirate a secco. La piccolissima medina è separata dagli scogli da una fortificazione oltre la quale vi è il lungomare che permette piacevoli passeggiate a pochi metri dall’acqua. All’interno della medina (quanto è diversa rispetto a quella di Tunisi!) il solito dedalo di viette, alcune veramente strettissime, tra case dipinte di un riposante azzurro tenue tra le quali si affacciano numerosissimi negozietti quasi esclusivamente attrezzati per i molti turisti di passaggio. Riuscimmo anche a salire  sul tetto di una abitazione e, da quella posizione privilegiata, ci accorgemmo ancora di più di quanto fosse minuscola quella zona tutta stretta tra il cimitero islamico,  il mare e la spiaggia.

Certamente Tunisi ci aveva dato l’impressione di una città “autenticamente” tunisina (seppur moderna) e la sua vasta medina, molto frequentata dagli stessi abitanti, ne è la prova.  Ciò nonostante Hammamet, straripante di bar e ristoranti per turisti e di negozi che vendono solo souvenir, ma con le eleganti abitazioni sulle pendici delle colline a ridosso della costa, con le sue spiagge e con la sua medina azzurra e silenziosa, ci ha lasciato un bellissimo ricordo.

Da questa città costiera ripartimmo verso l’interno alla volta di sorprendenti siti archeologici e di una cittadina, Le Kef, che si trova a pochi chilometri dall’Algeria e dove pare il tempo sia fermato.

Links utili:

Unesco World Heritage – Scheda di Kerkouane

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