Changu Narayan – viaggio in Nepal

30 ottobre 2013.

A metà mattina la nebbia fitta avvolgeva ancora le cime di Nagarkot. Era tempo di dirigersi verso la vallata a ovest, in direzione Bhaktapur. Dopo un’abbondante colazione rimontai in sella della mia bicicletta: dovevo ripercorrere l’impervia salita di circa tre chilometri oltrepassando Kattike e quindi l’ultimo tratto molto sconnesso che conduceva alla periferia di Nagarkot. Lì la strada sarebbe divenuta pianeggiante per 4-5 chilometri e poi sempre in discesa fino alla meta.

salita al Tempio di Changu Narayan (Nepal)

salita al Tempio di Changu Narayan (Nepal)

L’aria montana del mattino era molto fresca e umida ma, nonostante il notevole sforzo del giorno prima e le poche ore di sonno, mi sentivo perfettamente in forma. Tant’è che la salita verso Nagarkot questa volta mi sembrò decisamente breve. Nel primo tratto incontrai diversi bambini e adolescenti che, a piedi, si stavano recando a scuola. Mi fermarono tre ragazzine per chiedermi da dove venissi e quale fosse il mio nome. Una di loro sapeva parlare un po’ in inglese e, con una certa intraprendenza, rispose alle mie domande riguardanti la loro scuola, che distava quaranta minuti di cammino in salita dalle loro abitazioni.

verso il Tempio di Changu Narayan (Nepal)

verso il Tempio di Changu Narayan (Nepal)

Arrivato al centro di Nagarkot mi diressi verso il versante occidentale e lì rimirai un’ultima volta il paesaggio nebbioso a valle e la strada in discesa che disegnava delle profonde esse sul fianco del monte. Giusto il tempo di chiudere la giacca a vento e indossare la maschera antismog che avevo acquistato a Kathmandu (ma che in quella montagna servì egregiamente per ripararmi dal freddo) e mi lanciai lungo una bellissima discesa in mezzo ai boschi. Scendendo a velocità sostenuta, in alcuni punti oltrepassando forse i cinquanta chilometri orari, era necessario fare molta attenzione alle improvvise sconnessioni del terreno, ai camion che provenivano dal fondovalle e che, imboccando i tornanti in salita, tendevano ad invadere la carreggiata in senso opposto e agli animali che, spesso, comparivano all’improvviso dietro le curve. Vacche, capre e galline lasciate libere sostavano pigramente in mezzo alla strada.

il Tempio di Changu Narayan, particolare (Nepal)

il Tempio di Changu Narayan, particolare (Nepal)

Dopo poco più di un’ora e mezza in un contesto caotico di motociclette, basse case, rumore e smog mi trovai alla periferia di Bhaktapur. Non era però ancora il momento di fermarsi perché volevo proseguire verso il tempio di Changu Narayan, che si trova nei pressi della città al termine di una salita lunga e piuttosto impegnativa. Attaccai la strada nei pressi della fermata dell’autobus appena prima del sobborgo di Dekocha. Un autobus che stava sostando era già pieno di studenti che ritornavano da scuola, di donne vestite con colori sgargianti e di alcuni anziani che trasportavano sacchi. Durante la salita, a tratti molto ripida, che passava attraverso minuscoli paesini di campagna e campi coltivati, incontrai numerose persone: bambini che giocavano sul ciglio della strada e che salutavano al mio passaggio, studenti, donne che trasportavano pesantissimi sacchi di soia che poi, con l’aiuto dei passeggeri, li caricavano con gran fatica su uno dei frequenti autobus di passaggio verso Bhaktapur.

La salita di circa 6 chilometri durò circa un’ora (varie volte mi fermai per osservare alcune scene di vita nei paesini che attraversavo) fino a che la strada, un po’ inaspettatamente, terminò in uno spiazzo con un piccolo autobus sgangherato e qualche taxi parcheggiato. Oltre l’ingresso del tempio di Changu Narayan inizia una larga scalinata, poco ripida, che costeggia numerosi negozietti di artigianato: mandala, oggetti di legno intarsiato, campane tibetane…

nel cortile del Tempio di Changu Narayan (Nepal)

nel cortile del Tempio di Changu Narayan (Nepal)

Durante la facile salita incontrai anche un paio di vacche che, apparentemente senza alcun proprietario, salivano lentamente i gradini che portavano al tempio, arroccato sopra la cima del colle. Il santuario è circondato su ogni lato da statue di animali mitologici. Mi fermai nel cortile ad osservare alcuni bambini che giocavano a ping pong sopra un tavolo mal ridotto. Mi sedetti infine nei pressi di un piccolo porticato, polveroso e buio, vicino al quale una ragazza stava disegnando il profilo del tempio, con le sue travi intagliate, le porte decorate da placche di metallo dorato e le sculture di Vishnu e Garuda lì intorno.

Il sole intanto cominciava a tramontare dietro il muro perimetrale del cortile. Era ora di rientrare a Bhaktapur, dove arrivai dopo aver ripercorso, questa volta in una divertente discesa, la sinuosa strada fino a Potter’s Square.

Lì vicino trovai il mio accogliente alberghetto: un bell’edificio con un elegante ingresso, che aveva il cortile interno pieno di riso, di galline e di panni stesi ad asciugare…

Links utili:

Unesco World Heritage – Scheda della Valle di Kathmandu

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